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lunedì 3 dicembre 2012

Complimenti a Bersani, ma le primarie non garantiscono la governabilità nel 2013

Incredibile ma vero, a pochi mesi dal voto conosciamo soltanto un candidato premier: Pierluigi Bersani. Dopo la straordinaria esperienza delle primarie, il Partito Democratico e la coalizione di centro-sinistra sono gli unici soggetti dello scenario politico italiano ad avere un proprio candidato premier ed una proposta - ancorché poco definita - di governo del paese. Per il resto, gli altri soggetti politici appaiono più come quegli studenti che a una settimana dagli esami non hanno ancora aperto i libri. Dominati dalla mancanza di chiarezza e dal forte tatticismo, nessuno dei partiti che si candideranno alle prossime elezioni sembra attraversato da una discussione interna come quella che ha portato alle primarie del centro-sinistra. Dalla caserma berlusconiana, ormai in preda alla confusione, al soggetto elettorale di Casini, Fini e Montezemolo (troppo poco rappresentativo dal punto di vista dei consensi), nessuno si sta preparando alle prossime elezioni con  grande serietà, così come richiederebbe il momento. Il fattore Monti ha sicuramente spiazzato tutti ed è il sintomo dell'enorme debolezza in cui è piombata la politica italiana o almeno quella parte di schieramento moderato, liberale e tendenzialmente di centro-destra. 

Intanto, il centro-sinistra italiano si è ricompattato e ha dato prova di unità, ma ciononostante non riesce a superare la tradizionale soglia del 35%. Quello stesso 35% che, sin dai tempi del PCI, è lo zoccolo duro della sinistra italiana. Segno questo, che l'Italia morirà democristiana e che la mancanza di una cosa in stile balena bianca sconvolge ogni pronostico? Può darsi. Intanto Bersani e Vendola, ma anche lo sconfitto Renzi, raccolgono l'entusiasmo e la partecipazione di milioni di cittadini che hanno riscoperto parole come piazza e partecipazione. Mentre, dall'altro lato si brancola ancora nel buio, senza comprendere che di tatticismi si può anche morire. Chi ci guadagna in tutto ciò? Forse la sinistra, ma soprattutto la vera incognita di questa campagna elettorale: Il Movimento 5 Stelle. Sepolta la Lega, l'Idv e in parte il berlusconismo più radicale, Grillo e i suoi fagociteranno, verosimilmente, scontenti ed estremismi di vario genere. 

Complimenti quindi a Bersani, ma ahimè la strada verso un governo stabile e credibile del paese è ancora tutta in salita. Anche se si andasse a votare con questa legge elettorale, il centro-sinistra non sarebbe autosufficiente.

AV

domenica 25 novembre 2012

Dal PD tre esercizi di democrazia




Finalmente anche in Italia hanno imparato a fare le primarie. Non che le primarie di oggi del centro-sinistra assomiglino, anche minimamente, a quelle degli Stati Uniti, ma almeno si è trattato di una consultazione meno farsa rispetto alle precedenti edizioni. Sicuramente, di strada ce ne ancora da fare. Ciò che però è certo è che il Partito Democratico ha sdoganato una tendenza tipica della democrazia partecipativa. 
Ora, si può tacciare il PD di qualsiasi colpa, di inciuci, di non aver fatto nulla o poco contro Berlusconi, di aver chiuso un occhio sul conflitto di interessi, di non saper scegliere tra Casini o Vendola. Tuttavia, un grande merito va riconosciuto al partito di Bersani: il grande esercizio di democrazia dimostrato in tutti questi anni. Il primo esercizio è quello di aver rifiutato l'idea di partito personale, in un'Italia fatta di partiti personali. Il secondo è quello di aver scelto la strada del governo Monti, laddove l'andare a nuove elezioni avrebbe visto con quasi certezza la vittoria di una coalizione di centro-sinistra. Infine, il terzo esercizio di democrazia è quello cui abbiamo assistito in questi giorni ovvero le primarie. Certo, se non ci fosse stato l'outsider Renzi, forse non avrebbero avuto il successo e l'attenzione ricevuti. Ma indipendentemente dai candidati e dai risultati, bisogna riconoscere al PD un diritto, quello di essere stato, in questa difficile stagione politica, un partito degno del suo nome: democratico appunto. 

AV