giovedì 13 dicembre 2012

Ok a Monti premier. Ma i consensi?


Sicuramente, la strada tracciata da Mario Monti per il risanamento economico e culturale del paese è una strada irreversibile. Una strada dalla quale difficilmente, qualsiasi governo di qualsiasi colore potrà discostarsi. E le parole di oggi pronunciate da Pierluigi Bersani (unico candidato premier al momento) non fanno altro che avallare questo concetto. Insomma, che Mario Monti e il suo operato siano una risorsa per il paese, ça va sans dire. Il problema al momento pare essere un altro. La candidatura di Monti a presidente del consiglio senza un consenso tale da permettergli di tornare nuovamente a Palazzo Chigi.  Per intenderci: se è vero che al momento la candidatura di Monti è auspicata da mezza Europa, così come dai mercati finanziari e dagli stessi USA, è anche vero che al momento le forze politiche che sosterrebbero Monti non riescono a superare il 10%. Fini, Casini, Montezemolo, e ci metto pure Oscar Giannino, non hanno infatti una proposta sufficiente a contrastare la coalizione di centro-sinistra di Bersani che oggi punta al 40%. Anche se i sondaggi darebbero Monti premier al 45%, i partiti che appoggerebbero la sua candidatura viaggiano su una soglia molto più bassa. E allora? E' sufficiente il solo endorsement esterno, sia che venga dal PPE o dalla Germania? Evidentemente no. 

Queste elezioni saranno quelle dall'esito più imprevisto nella storia della seconda repubblica. Con uno spacchettamento dei vecchi partiti e nessun candidato premier se non Bersani, le macerie del ventennio si faranno sentire ancora per molto. Certo la famosa agenda Monti (incompiuta per moltissimi aspetti) può essere un punto di forza per il ritorno di Monti a Palazzo Chigi ma non può essere l'unico fattore distintivo. Ci vuole il consenso. E il consenso in democrazia passa per le urne.
Bisogna quindi attrezzarsi per trovare una proposta in grado di tradurre in consenso parlamentare quel 45% di votanti che vorrebbero il ritorno di Monti alla premiership. Due mesi alle elezioni e ancora nessuno si è attrezzato.    

AV